lunedì 7 marzo 2011

Dati positivi sull'occupazione USA!

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Come i lettori del Diario della crisi finanziaria ben sanno, ho sempre posto la massima attenzione sui dati relativi al mercato del lavoro statunitense, dati che esercitano una grossa influenza sulle aspettative degli operatori anche perché non vi è chi non veda un legame tra il saldo netto delle buste paga o il tasso di disoccupazione e il disastrato settore immobiliare, un settore che non sembra al momento minimamente scalfito dalla ripresa in corso.

L’annuncio dei dati relativi al mese di febbraio hanno visto una crescita del Non Farm Payrolls pari a 192 mila unità, accompagnato da una revisione verso l’alto dello striminzito numero di 36 mila nuovi occupati registrato nel mese di gennaio, mentre il tasso di disoccupazione, frutto di un’elaborazione distinta, ha rotto verso il basso la soglia psicologica del 9 per cento, portandosi a 8,9 per cento.

I tre principali indici statunitensi non hanno brindato a questi dati positivi per due ordini di motivi, il primo legato al forte clima di incertezza legato all’evoluzione della crisi libica, oramai trasformatasi in una vera e propria guerra civile e che ha spedito le quotazioni del petrolio ai massimi dal settembre 2008, il secondo perché tutti sono consapevoli che occorrerebbero incrementi del saldo netto delle buste paga nell’ordine dei 4-500 mila nuovi occupati per un prolungato numero di mesi per avere un effetto espansivo sull’economia in generale e sul settore immobiliare più in particolare.

Non vorrei che uno stimolo aggiuntivo all’economia venisse proprio dai venti di guerra che spirano dal Nord Africa, anche se penso che la comunità internazionale abbia il dovere di fermare il bagno di sangue in corso in Libia!