venerdì 17 febbraio 2017

Banca d'Italia, se ci sei, batti un colpo!


Mentre la Vigilanza presso la Banca Centrale Europea sta mettendo sotto torchio una parte del campione di banche italiane da essa vigilato, un campione già ridotto dalle originarie quindici banche più grandi per totale dell'attivo a quattordici per la fusione tra Banco Popolare e Banca Popolare di Milano e che si ridurrà a tredici con la prevista fusione della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca nella Banca delle Venezie, molti si chiedono cosa stia facendo la Vigilanza della Banca d'Italia che, anche dopo il 15 giugno 2014, mantiene intatte le funzioni di Vigilanza e di indirizzo sulle centinaia di banche di dimensioni medie e piccole che, almeno per il momento possono fregarsene di quello che fa a Francoforte Madame Nouy e i suoi più stetti collaboratori.

Ora, il problema dei problemi del sistema bancario italiano, almeno secondo quanto ritiene la Vigilanza europea ma non solo secondo questa, è che su mille miliardi di euro circa di Non Performing Loans quasi 360 sono di pertinenza delle banche italiane, una sproporzione enorme tenendo con del totale dell'attivo delle banche del nostro Paese e di quello delle banche degli altri diciotto paesi dell'eurozona e, se è vero che una buona fetta di crediti dubbi fa capo alle banche direttamente vigilate dalla BCE (a seconda dei calcoli tra i 150  e i 200 miliardi di euro), non vi è dubbio che una cifra tra i 150 e i 200 miliardi  fa capo al resto del sistema.

Si dirà che una cifra pur così rilevante ma spalmata su un numero così elevato di istituti non crea particolari problemi ad una riduzione graduale dell'esposizione, ma esistono due problemi, il primo rappresentato dalla concentrazione su alcune delle banche che si pongono per dimensioni alle spalle del gruppo di testa dei quindici istituti direttamente vigilati da Francoforte e il secondo è, fatta salva qualche isolata eccezione, dal problema vanno eliminate le centinaia Banche di Credito Cooperativo, il che riduce la questione ad un numero molto più ridotto di banche.

Premetto che la riservatezza dell'operato della Vigilanza della Banca d'Italia e i limiti della mia conoscenza della questione delle banche di minore dimensioni possono inficiare l'analisi, ma quanto è accaduto in Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariIesi sta lì a dimostrare, a pressoché unanime giudizio di autorevoli commentatori, delle omissioni e dei ritardi delle nostre autorità di Vigilanza e lì di NPL's ce ne erano eccome e, se non bastasse c'è la questione di Unipol Banca con un livello di crediti dubbi sul totale degli impieghi vivi superiore a quello, pur elevatissimo, del Monte dei Paschi di Siena!

* * *

Ieri il blog ha ricevuto circa mille visite delle quali poco meno di 700 dagli Stati Uniti d'America, 145 dalla Russia e 112 dall'Italia. Una sproporzione che mi pone qualche interrogativo visto che, nella mia analisi della terza fase della Tempesta Perfetta, mi sto occupando in prevalenza della bolla speculativa semisgonfia del settore creditizio italiano.

Nessun commento: