lunedì 4 luglio 2016

BCE da' un ultimatum al Monte dei Paschi di Siena


L'attenzione della vigilanza bancaria della Banca Centrale Europea si sposta dalle banche venete tutte costrette a procedere ad aumenti di capitale che hanno fatto finire la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca nel non molto capace carniere del Fondo Atlante e il Banco Popolare ancora alle prese con la risposta del mercato alla sua richiesta di aumento da un miliardo di euro propedeutico alle nozze entro l'anno con la Banca Popolare di Milano (il prezzo di mercato nelle ultime sedute e' posto al di sotto di quello di offerta).

Ora e' giunta la volta del Monte dei Paschi di Siena che ha ricevuto una missiva da Francoforte che intima alla banca guidata dal bravo Fabrizio Viola di abbattere entro il 2018 le sofferenze nette (pari all'incirca al patrimonio della banca senese), una richiesta che produrra' perdite per centinaia di milioni di euro, con conseguente aumento di capitale nell'ordine presumibile di un miliardo di euro almeno da effettuare nel prossimo biennio.

Ovviamente, la notizia e' piombata come un macigno su un mercato alquanto depresso e il valore dell'azione del Monte dei Paschi, gia' crollato nelle precedenti sedute, ha perso in apertura qualcosa come il 10 per cento, discesa che si e' accompagnata con le solite sospensioni per eccesso di ribasso, sospensioni che hanno innervosito ancora di piu' gli investitori che davvero non sanno quando il mercato tocchera' il fondo.

Ma non e' stata questa l'unica notizia riguardante il gruppo creditizio senese, perche' sempre stamane si e' saputo che la banca ha chiesto il patteggiamento nel processo sui derivati Alexandria e Santorini, quelli messi in piedi per nascondere il buco miliardario determinato dall'acquisizione fulminea nel 2007 di Banca Antonveneta dal Santander allora guidato da Emilio Botin, un'acquisizione fortemente voluta dalla coppia Mussari-Vigni e che ha determinato il fatale deterioramento dei conti del gruppo senese. Con il patteggiamento, il Monte dei Paschi accetta di dichiararsi colpevole di non avere vigilato a sufficienza sull'operato della coppia allora al vertice e propone di pagare 600 mila euro come sanzione e un sequestro di 10 milioni di euro.


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